La notte dei ricercatori
Hotel Savoia Excelsior Palace
25 settembre 2009
Una mostra d’arte nella notte dedicata alla ricerca?
Cosa accomuna sperimentazione artistica e ricerca scientifica?
In realtà le tele esposte di notevole dimensione, sono esse stesse prodotto della scienza o, per meglio dire della sua applicazione tecnologica.
Metri e metri di arte digitale si srotolano negli spazi dell'hotel mostrando come degli algoritmi possano essere trasformati in arte.
L’arte digitale, visiva e statica, è oggetto di ricerca di una delle aziende insediate in Area Science Park (Prospero S.r.l) azienda che, in collaborazione con DigiartProject (gruppo artistico nato a Trieste per esplorare nello specifico il tema dell'arte digitale), ha portato cinque artisti italiani e internazionali ad esporre le stampe delle loro opere digitali.
Fabio Fonda professionalmente attivo nel campo medico, coltiva da sempre una grande passione per l'arte. Cresciuto inizialmente sotto la guida di August Cerni Goj ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia. Dopo questa esperienza abbandona gli strumenti “tradizionali” per dedicarsi alla pittura digitale astratta e a sperimentazioni artistiche legate alla manipolazione di fotografie digitali.
Giulio Calderini ha intrapreso sin dagli anni ’80 un percorso artistico legato alle nuove tecnologie, tra i primi grafici all’epoca a farne uso, sperimentando la relazione tra il segno tradizionale realizzato su carta e i segni grafici di nuova generazione creati in digitale con il computer. L’output di questa creazione ibrida è un mondo animato da personaggi unici, fantastici che alcune volte si trasformano in stampe, altre in video animazioni. Tutte caratterizzate da un segno graffiante e da un potente impatto espressionista.
Roberto Gilli sviluppa lavori testuali, ipertestuali, grafici e multimediali unendo la passione per la poesia e la letteratura all’esperienza nel campi dei media digitali. La combinazione tra frammenti di mondo descritti attraverso la poesia con immagini e suoni, crea con l’impiego dei media digitali strutture del tutto nuove, contenuti che l’utente esplora ogni volta in modo diverso.
Paul David Redfern definisce le sue opere “Photomorfosi” per descrivere le proprie fotografie a cui ha dato il significato di “metamorfosi della fotografia digitale”. La sua sperimentazione lo ha traghettato dalle prime timide elaborazioni grafiche integrate nella fotografica, alla foto elaborazione digitale con l’ausilio del computer e dei programmi di fotoritocco. Il risultato sono immagini a tutti gli effetti fotografica ma dal sapore fortemente pittorico.
Chiara Vecchi Gori ha costruito attorno a sé un mondo fatto di parole e colori. Dietro grandi e colorati quadri zeppi di lettere, che disorientato il fruitore e rendono difficile una lettura corretta, si celano delicate poesie, passioni e sentimenti. Amplificati dai colori regalano emozioni diverse e contrastanti cui ognuno attribuisce un proprio personale significato.