Telefonino da viaggio
4 settembre 2009
Fabio Fonda descrive una giornata di lavoro, nei suoi trasferimenti in treno fra Trieste, Padova e Venezia, rappresentandola attraverso le immagini colte con il taccuino da viaggio del terzo millennio, usato parlando di meno e guardando di più…
Sono spunti visivi rubati fra una telefonata e l’altra, appunti per una successiva elaborazione pittorica
che viene realizzata sulla tavolozza digitale, come tutte le opere recenti di questo artista.
Nato artisticamente negli ultimi anni ’70 dalla frequentazione di Cerni Goj, Kravos e Vecchiet e dall’amicizia con Spacal, Fabio Fonda si perfeziona alla Scuola Internazionale di Gra¬ca a Venezia.
Si percepisce in molte sue opere l’imprinting di Vedova, ma la matrice creativa delle opere più recenti è fortemente influenzata dall’immaginario
mondo della ricerca e della innovazione targato Man Ray (“fotografo il visibile, dipingo l’invisibile”).
Una ricerca che non risparmia né tecniche né strumenti: dalle fotocopiatrici degli anni ’80 (Munari docet..)
al personal computer di oggi, il percorso artistico è lineare, coerente, mai interrotto dal tempo né deviato, anzi contaminato e sostenuto, dal profilo professionale.
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